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U.N.V.S. BARI

 

SEZIONE "FRANCESCO MARTINO" 

ARTICOLO - Presentato a Monopoli il libro del prof. Lucio Mitrotti

Una vita per lo sport e la salute

Lucio Mitrotti (in piedi) durante la presentazione del libro. In basso, Franco Castellano

 

 

Non è un libro autobiografico, ma è un pezzo di storia dello sport e della salute. A Monopoli lo conoscono tutti e lui conosce tutti. Tutti i monopolitani negli ultimi 50 anni sono stati suoi alunni, in palestra o a scuola. Stiamo parlando del professor Lucio Mitrotti, un’istituzione non solo locale, ma persino nazionale. Un precursore, in quanto è stato il primo, nel 1965, ad aprire una “palestra”, intesa come luogo polifunzionale aperto a tutti e ad ogni sport, ha sviluppato la riabilitazione psicomotoria ed è stato il primo ad avviare i corsi di preparto. Spinto dai suoi atleti, ha raccolto la sua esperienza nel volume fotografico “Una vita per lo sport e la salute”. L’iniziativa non poteva lasciare indifferenti i Veterani dello sport. Infatti, tra i presenti, c’era il presidente onorario della sezione di Bari dell’Unvs, Franco Castellano.

 

Professore, cosa ha fatto in questi anni?

"L’educazione psicomotoria e motoria dal grembo materno, con i corsi di preparto, fino all’adulto ed all’anziano. Siamo stati i primi in Italia a realizzare l’avviamento polisportivo. Cioè, un ragazzo prova liberamente ogni attività sportiva, così da mostrare le proprie attitudini. Dopo la pubertà, sulla base dei risultati e delle preferenze, sceglie autonomamente l’attività sportiva più consona alla sua struttura ed alle sue capacità".

 

Allenatore nazionale di pallacanestro, di tennis, di mini tennis, di mini basket, calcio Terza categoria, istruttore di nuoto e salvamento, giocatore di pallacanestro in Serie B, di tennis, di pallavolo e di calcio, terapista della riabilitazione, docente, specializzato nella ginnastica medica, chinesiologia e preparazione al parto, autore…

"Le esperienze raccolte in questi anni le ho trasmesse ai miei atleti. Il Coni mi ha chiamato spesso per tenere lezioni di aggiornamento per gli istruttori. Per noi, l’attività sportiva era davvero un divertimento. Per noi era importante giocare, muoversi e divertirsi. Avevamo la fortuna che a quei tempi non c’erano i vizi di oggi come droga e fumo".

 

Lei ha lanciato tanti grandi atleti.

"Tantissimi. Difficile nominarli tutti. Un nome per tutti: Vito Grattagliano. Non avevamo un campo sportivo tutto nostro, dovevamo arrangiarci. Questa carenza, si ripercuoteva nella struttura societaria che non era forte e quindi era difficile portare sempre i nostri atleti nelle grandi squadre nazionali".

 

È stato un precursore anche nella salute. È stato il primo ad avviare i corsi di preparto.

"Non lo avrei mai pensato, addirittura di stare in una sala parto con i medici e le ostetriche. Ma il nostro lavoro è stato molto apprezzato, in quanto facilitava il parto, soprattutto quello naturale".

 

Cosa si sente di dire ai giovani che vogliono iniziare un’attività fisica, ma soprattutto agli istruttori?

"Che non devono pensare ai soldi. Se vogliono diventare dei professionisti seri, devono mettere da parte quel discorso, devono impegnarsi al massimo e creare sempre cose diverse da quelle precedenti. Noi avevamo la fantasia, la creatività, davamo un impulso anche per questi motivi".

 

Ruben Rotundo


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